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lunedì 28 novembre 2016

STEP 11: DOCUMENTO

Il color ametista è stato utilizzato in molti manifesti pubblicitari, oltre ad essere oggetto di moltissimi libri. Di questi ne sono stati citati alcuni a titolo di esempio nel seguente post. 

MANIFESTI


Yves Saint Laurent è una casa di moda francese fondata dallo stilista Yves Saint Laurent e dal suo partner, Pierre Bergé. Questa ha creato un manifesto pubblicitario avente come tema fondamentale il color ametista.












LIBRI


Il libro "
Viaggio 
a Deltora
", un romanzo fantasy per ragazzi che comprende i primi quattro libri della scrittrice australiana Jennifer Rowe, riprende spesso il color ametista. Come per altre opere per ragazzi della Rowe, il libro è stato pubblicato dalla scrittrice sotto lo pseudonimo di Emily Rodda, ma quello da cui sono state tratte tali citazione è l'edizione tradotta di Gincarlo Carlotti, collana Il battello a vapore, Piemme, 2006.

pag.14

"C'erano il topazio, simbolo della fedeltà,
dorato come il sole al tramonto, e l'ametista, simbolo
della verità, color delle viole che crescevano sulle sponde
del fiume Del."       

pag.248

"L'ametista è viola, il lapislazzuli
blu scuro con puntini d'oro simili a stelle, l'opale è
di tutti i colori dell'arcobaleno, il diamante trasparente
come ghiaccio, il rubino rosso..."

ecc...





L'ametista viene menzionato anche nel Vecchio Testamento (Esodo, 28), dove si narra che l’ametista fu la nona pietra ordinata da Dio a Mosè per il Razionale del Sommo Sacerdote, mentre nell’Apocalisse di San Giovanni costituisce una delle fondamenta della Gerusalemme celeste.

Sommo Sacerdote in piena regalità
" Esodo 28:19"
Il pettorale 
"[15] Farai il pettorale del giudizio, artisticamente lavorato, di fattura uguale a quella dell'efod: con oro, porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto.[...] 
[19] La terza fila: un giacinti, un'agata e un ametista.  [...]                                                            "






domenica 6 novembre 2016

STEP 08: SAGGEZZA E SUPERSTIZIONE

L'ametista secondo saggi, scrittori, filosofi, nonché in citazioni famose.




Era l’ottobre di nuovo… un glorioso ottobre, tutto rosso e oro, con mattine dolci in cui le valli sono piene di nebbie delicate, come se lo spirito di autunno le avesse versate per mitigare il sole – nebbie color ametista, perla, argento, rosa e fumo-blu. (Lucy Maud Montogomery)






L’opale ha il fuoco del rubino, il porpora brillante dell’ametista ed il colore verde mare dello smeraldo, tutti scintillanti insieme un una incredibile unione. Alcuni con il loro splendore rivaleggiano con i colori dei pittori.


Diamanti? Ormai non c’è pizzicagnolo che non ne ostenti uno al mignolo.

Meno avviliti, lo smeraldo ed il rubino d’Oriente, che sprizza lampi d’un rosso brillante; senonché ricordavano troppo i fanaletti, verdi e rossi appunto, che certi omnibus recano ai lati. Quanto ai topazi, bruciati o crudi, sono pietre a buon mercato, care alla piccola borghesia che ci tiene a chiudere a chiave nell’armadio a specchi il suo bravo scrigno. D’altra parte, sebbene la Chiesa abbia conservato all’ametista un carattere sacerdotale, grave e untuoso insieme, il pararsene che ne fanno le macellaie, pur d’appendere senza troppa spesa alle orecchie color bistecca ed infilare ai salsicciotti delle dita gioie autentiche e che pesino, ha discreditato anche questa pietra.

Dalla stupidità dei commercianti e degli abbienti, solo lo zaffiro ha saputo serbare immacolato il suo fuoco. Il crepitare delle sue faville su un’acqua tersa e fredda, ha, chi sa come, preservato da ogni macchia la sua nobiltà discreta e altera. Ma purtroppo, alla luce artificiale il suo limpido fuoco non scoppietta più; l’acqua azzurra rientra in sé, pare cada in sonno, per risvegliarsi crepitando solo al primo accenno del giorno. No, nessuna di quelle pietre, d’altronde troppo civilizzate e troppo note, poteva accontentare Des Esseintes.

"Stetti a lungo davanti a una iris violetta
dalla corona tripartita.L’accesso ai calici passava per un velo d’oroe finiva in un abisso di ametista.Fiori, chi vi ha ideati?"

Ernst Jünger(st.michel 17-06-1941)




[20]il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l'ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l'undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista.[21]E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente. 
(cap. 21 la Gerusalemme futuraApocalisse di Giovanni, IL NUOVO TESTAMENTO)


La superstizione è certamente nata con l’uomo; anzi più esattamente, per quanto possa apparire un controsenso, è una diretta conseguenza del più gran regalo che Dio ci ha donato: il ben dell’intelletto.

Nei più qualificati vocabolari della lingua italiana il concetto di “superstizione” è quasi sempre associato a quello di “ignoranza” nel senso di “non conoscenza”.
Tuttavia ciò non sempre si rivela esatto, poiché spesso è proprio la conoscenza, specie se errata, che genera la paura e quindi la superstizione.

Anche l'Ametista è vittima delle più svariate superstizioni secondo cui reca felicità agli amanti, fortuna agli uomini d'affari, successo allo sportivo e pieni carnieri al cacciatore.
Per tante sue virtù gli antichi la chiamavano "pietra benefica", anche perché si mostrava efficace contro nevralgie, la nevrastenia e i casi isterici.

Inumidita con la saliva elimina - secondo Santa Ildegarda di Bingen - le ragadi e le screpolature della pelle; e senza saliva, allo stato puro, secondo Corrado di Megenber, combatte la tristezza, rende l'uomo vigile, allontana i cattivi pensieri e favorisce la santità di mente.
Preserva infine dall'ubriachezza, contro la quale è particolarmente indicata.
L'ametista è anche la pietra dei vescovi e di San Valentino, il protettore dei fidanzati.
Al coro concorde di coloro che attribuiscono virtù amorose e affettive all'ametista, si oppone una credenza assira che reputa l'Aban-la-ràme, cioè l'ametista, la pietra del non amore.

giovedì 3 novembre 2016

STEP 10: EMBLEMI

Di seguito sono riportati diversi loghi, negli ambiti più svariati, che esaltano il colore AMETISTA principalmente grazie al potere rilassante, travolgente che contraddistingue tale quarzo.

Jardim Ametista


Logo che contraddistingue uno dei quartieri brasiliani, immerso nel verde, vicino ai parchi São Lourenço, Tanguá e Barreirinha, in cui è possibile costruire la propria casa indipendente.





AMETISTA discoclub


E’ un locale chick, un vero gioiello, nato per accontentare, stupire e divertire la movida romana. Per questo motivo il suo nome e’ Ametista, non ebbro.



Casa Ametista

Scuola  per bambini nel sud del Brasile. Il nome ametista gli è stato dato per richiamare i poteri legati a tale quarzo quali risveglio, stimolazione della comprensione,  pace interiore, armonia, ecc...



Portale in grado di fornire un utile servizio a tutti coloro che desiderano cercare un corso, sia per il tempo libero che professionale o di formazione, nella loro città. 
Il logo richiama evidentemente il sesto chakra in associazione al color ametista predominante nel logo stesso.





Il filo di Anna 
Sito in cui è possibile acquistare collane, braccialetti, orecchini, anelli. Il colore ametista viene utilizzato nel logo dalla fondatrice Anna la quale, oziando su una bianca spiaggia salentina e frugando nella sabbia, trova  pietruzze di vetro  multicolori e luccicanti, lavorate dal mare  e portate a riva dalle onde.

sabato 22 ottobre 2016

LA FAVOLA DEL CAVALLO MORTO,

«Per loro fortuna i paesi continentali che decisero di seguire l'esempio della Gran Bretagna non potevano leggere la New Economic History. Quindi non ritennero di star seguendo la strada giusta, o persino di far meglio della Gran Bretagna, e cioè che importazioni a basso costo, alta cucina e paesaggi pittoreschi potessero rappresentare una compensazione adeguata per salari e redditi più bassi».
L'interpretazione della rivoluzione industriale come di un mutamento epocale nella storia del genere umano è, per la New Economic History, un'immagine superata, paragonabile al cavallo della favola, il quale «non voleva rassegnarsi a tirare le cuoia». Nessuna rivoluzione avrebbe proiettato l'umanità in un mondo interamente nuovo, arrampicato lungo le scale di una crescita capace, per la prima volta nella storia, di autoalimentarsi sotto il versante sia tecnologico che finanziario. Ma il cavallo è vivo più che mai, scalcia e risponde. E fa valere le sue ragioni in difesa della discontinuità e contro risultati e metodi di una New Economic History che, con le sue rarefatte manipolazioni statistiche, allontana dalla reale complessità della storia e, tutta concentrata nella ricerca del fattore essenziale, irride al lavoro di quegli storici che sono «lieti di trovare più di una causa», per il semplice motivo che «una buona ragione è sufficiente, ma due sono anche meglio». Le costruzioni cliometriche volte a negare la potenza del mutamento avvenuto sono ingegnose ma temerarie: si fondano su una varietà di assunzioni teoriche, spesso implicite, che modellano - distorcono - la realtà secondo le esigenze del calcolo, combinando dati provenienti da fonti diverse, messi assieme in tempi diversi con scopi diversi; producono dati «in un contesto statico» che non considera le interazioni che hanno luogo all'interno del cambiamento. Un saggio esemplare e di rara forza persuasiva, in cui l'eccezionale erudizione e la dimestichezza disciplinare si coniugano con un gusto ora sornione ora sarcastico della controversia scientifica. Una lezione di metodo che ripercorre le tappe dell'intero dibattito storico-economico sulla rivoluzione industriale, per scaricare la propria energia polemica contro la visione cliometrica dei fatti storici e, senza accontentarsi di confutarla, ricerca le ragioni profonde del revisionismo storiografico che «vuol fare del terremoto un tremito».

venerdì 21 ottobre 2016

STORIA

Un pò di storia sull'ametista...

L’ametista è stata usata come  incantesimo d'amore in grado di donare amore al donatore. Per questo i sumeri l’hanno chiamata  “nuovo amore di pietra ametista." Le donne sposate erano contrarie al ricevimento di tale dono. Non a caso  l’ametista era chiamata "pietra del vecchio scapolo".


Nella chiesa cristiana si credeva inoltre che San Giuseppe avesse donato, come pegno di fede, un anello di ametista alla Madonna. Ritenendo perciò che favorisse il celibato, divenne subito nota come “pietra papale”. L’ametista divenne quindi simbolo di pietà e di castità e adornò l’anello di vescovi e cardinali. Ancor oggi tale pietra fa parte del corredo vescovile. 



Sempre dal punto di vista storico, va anche ricordato che sette delle dodici gemme del Razionale (un pettorale sacro portato dagli antichi sacerdoti ebraici) ognuna delle quali rappresentava una qualità del Dio, erano varietà di quarzo: la sardonica, il citrino, il diaspro, la corniola, l'ametista e l'onice.

Sommo Sacerdote in piena regalità
A tal proposito viene menzionata nel Vecchio Testamento (Esodo, 28), si narra che l’ametista fu la nona pietra ordinata da Dio a Mosè per il Razionale del Sommo Sacerdote, mentre nell’Apocalisse di San Giovanni costituisce una delle fondamenta della Gerusalemme celeste.

Il pettorale 
[15] Farai il pettorale del giudizio, artisticamente lavorato, di fattura uguale a quella dell'efod: con oro, porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto.[...] 
[19] La terza fila: un giacinti, un'agata e un ametista.  [...]                                                                          "


Molto tempo prima che gli imperatori romani adottassero la porpora vivida, chiamata "toga picta", gli Egizi la usavano come pietra dai poteri curativi per disperdere timori e sensi di colpa e come pietra protettiva durante i viaggi. Quando gli ambasciatori egizi dovevano avventurarsi fuori dalle città principali, indossavano un’ ametista intorno al collo come protezione da tradimenti e da attacchi a sorpresa. 

Nel Medioevo si credeva che l'Ametista portasse felicità coniugale, per questo nelle nozze dei ricchi, gli sposi baciavano l'anello di ametista del vescovo che officiava la cerimonia. Le madri la davano ai figli che partivano in guerra perché li proteggesse. Quando nasceva un bambino gli si donava un'ametista per dare forza al suo Angelo Custode e proteggerlo dalle malattie e dal 'malocchio'. Sui bicchieri dei ricchi era incastonata un'ametista, perché si pensava che si sarebbe rotta se vi fosse messo del veleno. 


Le comunità esoteriche e le società segrete utilizzano da secoli il raggruppamento di ametista come simbolo di alleanza, cooperazione, e fratellanza nella Sala del Tempio del loro ordine per garantire l'armonia tra i loro componenti e la presenza di spiriti elevati, Questo perché  raggruppamenti di Ametista con tante punte sono il prototipo di una famiglia felice e armoniosa così come dei gruppi che si riuniscono insieme

Dal sigillo di Cleopatra, alla collana di ametista della regina Charlotte, l’ametista è e sarà sempre legata al potere.

giovedì 20 ottobre 2016

Citazioni nella storia

Leonardo da Vinci (1452-1519), ingegnere, pittore e scienziato italiano, scrisse che l'ametista era in grado di scacciare i cattivi pensieri e acuire l'intelligenza.

Plinio il Vecchio (23-79 d. C.), storico autore della Historia Naturalis (la prima enciclopedia del mondo), disse che se il nome della luna o del sole venisse inciso su un'ametista appesa al collo di un babbuino, sarebbe un amuleto contro la stregoneria e un talismano per coloro che presentano suppliche ai principi.



“protegge dalla stregoneria e dai malefici”
“è portatrice di sogni benefici”
“rafforza la memoria”
“immunizza contro i veleni”





Sempre nel Medioevo, Konrad von Megenberg (1309–1374),  tedesco cattolico studioso e scrittorescriveva  che l’ametista:
“è un minerale in grado di rendere desto e vigile l’uomo, scacciando i pensieri negativi e astrusi e conferendo equilibrio e buonsenso.”

Santa Ildegarda religiosa e naturalista tedesca, scriveva


“lavarsi con l’acqua in cui è stata immersa la pietra, purifica la pelle del viso”
“cura dal morso dei ragni e protegge da quello dei serpenti”
“cura la gotta”